Quello che vorrei dirvi è che il cambiamento è a portata di mano. Tutti i
sondaggi - nessuno escluso - dicono che tra gli italiani noi siamo in vantaggio.
Quando però si riduce la platea a chi davvero andrà a votare il margine si
assottiglia e la partita diventa un testa a testa. Dunque, noi non abbiamo solo
il problema di convincere a scegliere noi. Abbiamo il problema soprattutto di
convincere chi ci ha già scelto ad andare fisicamente a votare. Ecco perché lo
sforzo organizzativo di questi giorni è quello decisivo. Fare l'elenco degli
amici da chiamare, spiegare che votare non è difficile come dicono, indicare
dove sono i seggi: lo so, fa molto politica americana. Ma è così che vinceremo o
perderemo le primarie.
Da parte mia io posso solo dirvi grazie. Perché tutte
le volte che vedo un comitato fare un'iniziativa, un gruppo di ragazzi
approfondire un problema, una persona che torna a sperare sul futuro del Paese
avverto forte la gratitudine per aver condiviso con voi questa esperienza. Ora,
l'ultimo sforzo. Perché il cambiamento non è mai stato così vicino.
Un sorriso,
Matteo

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